TAR Brescia, Sez. II, 22 ottobre 2013, n. 877

PROCEDURA APERTA SU PIATTAFORMA SINTEL PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO INTRAOSPEDALIERO DI PAZIENTI ED EMOCOMPONENTI – SOPRALLUOGO OBBLIGATORIO – CAUZIONE PROVVISORIA – POTERE DI SOCCORSO DELLA STAZIONE APPALTANTE.

In relazione al sopralluogo obbligatorio.

La qualificazione dell’incontro preliminare/sopralluogo come elemento essenziale dell’offerta è codificata unicamente per le procedure di affidamento degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici (v. art. 106 comma 2 del DPR 207/2010). Nei restanti appalti la legittimità di un’analoga previsione eventualmente inserita nella lex specialis deve essere valutata in concreto. È evidente, infatti, che la sanzione dell’esclusione collegata a un simile adempimento può essere considerata legittima solo quando vi siano ragioni oggettive e immediatamente percepibili che possano far presumere l’assoluta inidoneità dell’offerta, se formulata in assenza della preventiva visione dei luoghi di esecuzione dell’appalto”. È quanto ha stabilito il TAR di Brescia nella sentenza in oggetto

Si tratta di una presunzione che ammette prova contraria. Tant’è vero che “senza un fondamento nel codice dei contratti pubblici (o nel regolamento attuativo) le stazioni appaltanti non possono alterare la regola generale secondo cui la qualità del progetto del servizio o della fornitura (in tutte le sue gradazioni: dall’inutilizzabilità all’eccellenza) deve essere valutata dalla commissione istituita per l’esame della componente tecnica dell’offerta, con le garanzie assicurate dalla competenza professionale dei commissari. Il rischio ricade a questo punto sul concorrente che non ha effettuato il sopralluogo, la cui offerta potrebbe non essere perfettamente adeguata alle esigenze della stazione appaltante, con le conseguenti penalizzazioni di punteggio”.

Nello caso specifico, il servizio risultava però dettagliatamente descritto dal capitolato speciale e dai relativi allegati e dunque non vi erano ragioni “a favore dell’obbligo inderogabile di partecipazione all’incontro preliminare/sopralluogo”.

A tale forzatura si aggiungeva poi una distorsione nel comportamento della stazione appaltante. Infatti, l’Azienda Ospedaliera aveva altresì inteso il carattere asseritamente essenziale del sopralluogo come riferito anche alla data dello stesso. Nel caso di specie, la società ricorrente si era in realtà dichiarata disponibile a effettuare il sopralluogo in un giorno diverso e aveva comunicato la richiesta di spostamento della data quando la scadenza del termine di presentazione delle offerte era ancora molto lontana, il che avrebbe permesso alla stazione appaltante di organizzarsi senza particolari difficoltà (non potendo essere considerato un ostacolo insormontabile il fatto che il servizio fosse riferito a una sede ospedaliera di nuova realizzazione), e soprattutto senza doversi porre il problema se autorizzare in seguito la presentazione dell’offerta fuori termine.

Un semplice differimento della data del sopralluogo, rileva il TAR, “non avrebbe comportato alcuna lesione della par condicio, sia perché, come si è visto, il termine di presentazione delle offerte era ancora aperto, sia perché la richiesta della società ricorrente era diretta a ristabilire la parità di informazioni con gli altri concorrenti, non a conseguire una posizione privilegiata. Era quindi doveroso da parte della stazione appaltante assumere un atteggiamento collaborativo che consentisse il mantenimento all’interno della gara del maggior numero di concorrenti”.

In relazione alla cauzione provvisoria

In relazione alla validità della cauzione provvisoria, il TAR Brescia ha avuto modo di chiarire che “l’art. 75 comma 1 del Dlgs. 163/2006 non prevede espressamente l’esclusione dalla gara come sanzione per la violazione dell’obbligo di presentare la cauzione provvisoria, a differenza di quanto stabilito nel successivo comma 8 a proposito dell’impegno a rilasciare la cauzione definitiva. Questa indicazione, seppure di carattere formale, va tenuta in debito conto, essendo vietata l’estensione in via analogica delle cause di esclusione”.

In particolare, nell’ipotesi in cui la durata della garanzia non copra tutti i 180 giorni di validità dell’offerta, il Giudice territoriale ha precisato che si è in presenza di una lacuna “qualificabile come un’irregolarità sanabile. Non si verifica infatti incertezza assoluta sul contenuto dell’offerta, o su un elemento essenziale, ma vi è unicamente un’imperfezione su un elemento accessorio come il termine entro cui l’offerente rimane vincolato alla sua proposta. L’interesse della stazione appaltante può quindi essere facilmente tutelato senza in alcun modo manipolare l’offerta o modificarne il peso in relazione al contenuto delle proposte degli altri concorrenti. In definitiva, alla società ricorrente doveva essere rivolto l’invito a produrre entro il 24 febbraio 2013 un’estensione della polizza originaria o una nuova polizza, anche con un diverso fideiussore”.

Consiglio di Stato, Sez. V, 25/7/2013 n. 3964

VALUTAZIONE OFFERTE ANOMALE – APPALTI
La regola posta dal disciplinare di gara per la valutazione delle offerte anomale deve essere letta complessivamente alla luce dei principi che governano la materia, così come posti dal Codice dei Contratti Pubblici.
L’art. 1363 Cod. Civ., valido anche per l’interpretazione degli atti amministrativi, prevede che le singole disposizioni di un provvedimento debbano essere interpretate le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che deriva dal complesso dell’intero provvedimento; a ciò va aggiunto il principio di conservazione degli atti giuridici, ex art. 1367, ai sensi del quale le disposizioni devono essere interpretate rinvenendone un effetto, e l’art. 1369, vale a dire che le singole disposizioni devono essere intese in senso più appropriato alla natura dell’articolato.
Pertanto, nel caso di specie, non si può prescindere dalla regola primaria posta dal disciplinare di gara, cioè che la valutazione della congruità o della non congruità delle offerte deve essere svolta sulla base delle relative norme di legge, a partire dall’art. 86 e ss. del D. Lgs 163/2006.

TRASPARENZA E PUBBLICITÀ NEGLI APPALTI PUBBLICI

In data 27.06.2013, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha approvato le linee guida in materia di trasparenza e pubblicità degli appalti pubblici. Si segnala un vademecum – predisposto da ITACA (Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale) – che fornisce una ricognizione puntuale delle norme vigenti in materia di pubblicità e di trasparenza sui contratti pubblici, anche alla luce della produzione normativa intervenuta di recente in tema di adempimenti delle stazioni appaltanti. Questa guida operativa costituisce dunque un utile strumento di lavoro per coloro che, a vario titolo, seguono la disciplina degli appalti.
Il testo completo del vademecum, in formato pdf, è disponibile sul sito www.itaca.org.