Corte Costituzionale: la legge elettorale della Regione Lombardia supera il vaglio di costituzionalità.

24 settembre 2015 – Dopo la sentenza n. 1/2014 che aveva creato non poche falle nel sistema elettorale statale, si attendeva trepidamente la decisione della Corte Costituzionale sulla disciplina per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione attualmente vigente in Lombardia (L.R. n. 17/2012).

Infatti, alcune delle questioni più delicate relative ai sistemi elettorali delle Regioni erano tornate in primo piano a seguito del deposito delle motivazioni della sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 2014 che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di parti essenziali della legge elettorale dello stato, ovvero la L. 270/2005.

In data odierna, è stata pubblicata la sentenza n. 193/2015 che ha dichiarato inammissibile e infondata rispettivamente la questione di legittimità costituzionale inerente profili attinenti all’assegnazione del premio di maggioranza e quella riguardante la soglia di sbarramento.

In estrema sintesi, con l’ordinanza di remissione del 9 ottobre 2013 (r.o. n. 95/2014), il TAR Milano, in maniera articolata, lamentava, da un lato che la disciplina regionale sul premio di maggioranza, nel subordinarne l’attribuzione ai voti del Presidente, anziché a quelli delle liste a lui collegate, in difetto peraltro di una soglia minima di voti ad esse riferibile e per di più con la possibilità di esprimere un voto disgiunto, avrebbe stravolto del tutto la volontà del corpo elettorale rispetto alle candidature al Consiglio regionale (ben potendo accadere che liste o coalizioni assolutamente minoritarie ottenessero la maggioranza assoluta dei seggi, purché collegate ad un candidato eletto Presidente, anche con un numero esiguo di voti); dall’altro che la clausola di sbarramento avrebbe prodotto un effetto distorsivo sulla rappresentanza, determinato anche dalla compresenza del premio di maggioranza.

La decisione in parola ha sciolto definitivamente i dubbi sul punto, seguendo per altro nel proprio ragionamento le puntuali ed interessanti argomentazioni sostenute, fra gli atri, anche dall’Avvocato Leonardo Salvemini.

Quanto alla prima questione (premio di maggioranza), la Consulta ha ritenuto la stessa inammissibile in quanto “meramente ipotetica e pertanto non rilevante”, non avendo, nei fatti, “prodotto alcuno degli effetti incostituzionali paventati”.

Quanto alla seconda (soglia di sbarramento), invece, dopo una breve premessa sulla funzione del correttivo in questione teso ad evitare la frammentazione della rappresentanza politica e dopo averlo ricondotto ad una “tipic[a] manifestazione della discrezionalità del legislatore”, i Giudici di Palazzo Spada hanno precisato che “il collegamento tra l’operatività della soglia e il risultato elettorale del candidato Presidente, (…) appare coerente con la forma di governo regionale prevista dalla Costituzione per il caso del Presidente eletto direttamente, la quale valorizza il vincolo che lega il Consiglio regionale al Presidente eletto in forza del principio del simul stabunt, simul cadent”.

D’altra parte, già in precedenza la Corte Costituzionale (sentenza n. 4 del 2010) aveva sottolineato il nesso di complementarità e integrazione tra forma di governo regionale e legge elettorale, affermando che “la legge elettorale deve armonizzarsi con la forma di governo, allo scopo di fornire a quest’ultima strumenti adeguati di equilibrato funzionamento sin dal momento della costituzione degli organi della Regione, mediante la preposizione dei titolari alle singole cariche”.

La sentenza n. 193/2015, nei limiti del suo sindacato, oltre a confermare la bontà del sistema elettorale lombardo, rappresenta quindi un arresto significativo nell’ambito dei sistemi elettorali regionali, ultimamente oggetto di importanti riflessioni sulle proprie prospettive di riforma.

LEGGI ANTIRICICLAGGIO E AZIENDE, NE PARLA IL PROCURATORE GUARINIELLO

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(fonte: www.varesenews.it)

Il 22 aprile si terrà presso l’Università degli Studi dell’Insubria un convegno sulla responsabilità amministrativa delle imprese, con esperti qualificati (magistrati, avvocati e consulenti d’impresa), sul Decreto Legislativo 231/2001 e sulle nuove opportunità e vantaggi offerti dalla normativa

Per gestire un’impresa è necessaria un’adeguata conoscenza di tutte quelle norme, leggi e regolamenti vigenti che possono avere rilevanza sulle scelte aziendali. Ad esempio ogni azienda dovrebbe conoscere e saper valutare i ritorni di opportunità offerti dal Decreto Legislativo n. 231/01 che ha introdotto il principio di “responsabilità amministrativa d’impresa”: secondo il Decreto infatti l’azienda è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio da persone che hanno funzioni di amministrazione o di direzione nonché da persone che ne esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo, dai sottoposti e fornitori.

Inoltre emergono nuove opportunità come il rating di legalità, uno strumento, operativo dalla fine del 2014, con cui l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato attribuisce un punteggio alle imprese virtuose che hanno un fatturato superiore ai due milioni di euro annui e rispettano una serie di requisiti giuridici e “qualitativi”.

Per offrire informazioni e indicazioni operative e cogliere le opportunità che la normativa offre alle aziende, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) promuove, insieme al Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita dell’Università degli Studi dell’Insubria, il convegno: “Guariniello a Varese. Responsabilità d’impresa D.Lgs. 231/01: opportunità e vantaggi competitivi. Gestione, ambiente, sicurezza, anche alimentare nell’anno dell’Expo”, che si terrà a Varese il 22 Aprile in via J. H. Dunant 3, nell’Aula Magna “Granero-Porati” dell’Università degli Studi dell’Insubria, dalle 9.00 alle 18.00.

Il convegno godrà della presenza qualificata di magistrati, docenti universitari, avvocati competenti in materia, consulenti d’impresa ed esponenti delle associazioni e permetterà di riflettere sui vari aspetti complessi collegati tra loro, molti dei quali nuovi e di fornire indicazioni applicative.
Materie come l’autoriciclaggio, il rating di legalità, la gestione delle attività e degli incidenti da parte dell’Organismo di Vigilanza propongono argomenti innovativi in campi ancora largamente inesplorati e forniscono spunti di fondamentale importanza per costruire il futuro delle Aziende.
E un’idonea chiave di lettura della giurisprudenza applicata fornisce indicazioni aggiornate sulle tendenze in corso.

Il programma

SESSIONE MATTUTINA

Presiede: Prof. Leonardo Salvemini

Interventi:
Prof. Leonardo Salvemini, Il principio di precauzione nella “231”

Dott. Isidoro Palma, I reati finanziari e le misure antiriciclaggio

Avv. Lorenzo Fantini, Riflessioni sulla esimente dalla responsabilità: dalla legge alla prassi giurisprudenziale

Avv. Giorgio Carozzi, Il valore aggiunto del Modello “231” per le Aziende. Opportunità di crescita e Rating di legalità

SESSIONE POMERIDIANA

Presiede: Avv. Lorenzo Fantini

Interventi:

Avv. Rolando Dubini, L’attività dell’OdV: svolgimento delle riunioni, interviste e ispezioni. Casi aziendali e suggerimenti applicativi

Dott. Vincenzo Carlino, La prevenzione di incidenti e near miss nella logica dell’OdV

Dott. ssa Anna Guardavilla, Recenti sentenze in materia di D.Lgs. 231/01

Dott. Raffaele Guariniello, I reati ambientali, di Salute e Sicurezza sul Lavoro, igiene degli alimenti e tutela dei consumatori e l’OdV 231

 A tutti i partecipanti al Convegno, che ne faranno richiesta all’atto dell’iscrizione e avranno superato con esito positivo il test finale di verifica dell’apprendimento, verrà consegnato l’Attestato di Partecipazione, valido per il rilascio di n. 7 crediti di aggiornamento per Formatori della Sicurezza sul Lavoro. Il Convegno è accreditato inoltre dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Varese per n. 6 crediti formativi.

 Per avere informazioni e iscriversi al convegno visitare il sito www.aifos.org alla sezione “eventi”.

TAR Brescia, Sez. II, 22 ottobre 2013, n. 877

PROCEDURA APERTA SU PIATTAFORMA SINTEL PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO INTRAOSPEDALIERO DI PAZIENTI ED EMOCOMPONENTI – SOPRALLUOGO OBBLIGATORIO – CAUZIONE PROVVISORIA – POTERE DI SOCCORSO DELLA STAZIONE APPALTANTE.

In relazione al sopralluogo obbligatorio.

La qualificazione dell’incontro preliminare/sopralluogo come elemento essenziale dell’offerta è codificata unicamente per le procedure di affidamento degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici (v. art. 106 comma 2 del DPR 207/2010). Nei restanti appalti la legittimità di un’analoga previsione eventualmente inserita nella lex specialis deve essere valutata in concreto. È evidente, infatti, che la sanzione dell’esclusione collegata a un simile adempimento può essere considerata legittima solo quando vi siano ragioni oggettive e immediatamente percepibili che possano far presumere l’assoluta inidoneità dell’offerta, se formulata in assenza della preventiva visione dei luoghi di esecuzione dell’appalto”. È quanto ha stabilito il TAR di Brescia nella sentenza in oggetto

Si tratta di una presunzione che ammette prova contraria. Tant’è vero che “senza un fondamento nel codice dei contratti pubblici (o nel regolamento attuativo) le stazioni appaltanti non possono alterare la regola generale secondo cui la qualità del progetto del servizio o della fornitura (in tutte le sue gradazioni: dall’inutilizzabilità all’eccellenza) deve essere valutata dalla commissione istituita per l’esame della componente tecnica dell’offerta, con le garanzie assicurate dalla competenza professionale dei commissari. Il rischio ricade a questo punto sul concorrente che non ha effettuato il sopralluogo, la cui offerta potrebbe non essere perfettamente adeguata alle esigenze della stazione appaltante, con le conseguenti penalizzazioni di punteggio”.

Nello caso specifico, il servizio risultava però dettagliatamente descritto dal capitolato speciale e dai relativi allegati e dunque non vi erano ragioni “a favore dell’obbligo inderogabile di partecipazione all’incontro preliminare/sopralluogo”.

A tale forzatura si aggiungeva poi una distorsione nel comportamento della stazione appaltante. Infatti, l’Azienda Ospedaliera aveva altresì inteso il carattere asseritamente essenziale del sopralluogo come riferito anche alla data dello stesso. Nel caso di specie, la società ricorrente si era in realtà dichiarata disponibile a effettuare il sopralluogo in un giorno diverso e aveva comunicato la richiesta di spostamento della data quando la scadenza del termine di presentazione delle offerte era ancora molto lontana, il che avrebbe permesso alla stazione appaltante di organizzarsi senza particolari difficoltà (non potendo essere considerato un ostacolo insormontabile il fatto che il servizio fosse riferito a una sede ospedaliera di nuova realizzazione), e soprattutto senza doversi porre il problema se autorizzare in seguito la presentazione dell’offerta fuori termine.

Un semplice differimento della data del sopralluogo, rileva il TAR, “non avrebbe comportato alcuna lesione della par condicio, sia perché, come si è visto, il termine di presentazione delle offerte era ancora aperto, sia perché la richiesta della società ricorrente era diretta a ristabilire la parità di informazioni con gli altri concorrenti, non a conseguire una posizione privilegiata. Era quindi doveroso da parte della stazione appaltante assumere un atteggiamento collaborativo che consentisse il mantenimento all’interno della gara del maggior numero di concorrenti”.

In relazione alla cauzione provvisoria

In relazione alla validità della cauzione provvisoria, il TAR Brescia ha avuto modo di chiarire che “l’art. 75 comma 1 del Dlgs. 163/2006 non prevede espressamente l’esclusione dalla gara come sanzione per la violazione dell’obbligo di presentare la cauzione provvisoria, a differenza di quanto stabilito nel successivo comma 8 a proposito dell’impegno a rilasciare la cauzione definitiva. Questa indicazione, seppure di carattere formale, va tenuta in debito conto, essendo vietata l’estensione in via analogica delle cause di esclusione”.

In particolare, nell’ipotesi in cui la durata della garanzia non copra tutti i 180 giorni di validità dell’offerta, il Giudice territoriale ha precisato che si è in presenza di una lacuna “qualificabile come un’irregolarità sanabile. Non si verifica infatti incertezza assoluta sul contenuto dell’offerta, o su un elemento essenziale, ma vi è unicamente un’imperfezione su un elemento accessorio come il termine entro cui l’offerente rimane vincolato alla sua proposta. L’interesse della stazione appaltante può quindi essere facilmente tutelato senza in alcun modo manipolare l’offerta o modificarne il peso in relazione al contenuto delle proposte degli altri concorrenti. In definitiva, alla società ricorrente doveva essere rivolto l’invito a produrre entro il 24 febbraio 2013 un’estensione della polizza originaria o una nuova polizza, anche con un diverso fideiussore”.

Tribunale di Busto Arsizio, Ordinanza 12 febbraio 2014

MATERIA ELETTORALE – INCOMPATIBILITÀ TRA LA CARICA DI SINDACO E QUELLA DI CONSIGLIERE REGIONALE – DECADENZA – ESERCIZIO DELL’OPZIONE.

Deve accogliersi la tesi difensiva del Comune convenuto, fondata sull’insussistenza dei presupposti per pronunziare la richiesta decadenza del M. dalla carica di Sindaco. Secondo la consolidata giurisprudenza della Suprema Corte, infatti, la rimozione della causa di incompatibilità con la carica di Sindaco di un Comune può ritenersi utile e rilevante allorquando intervenga in un momento anteriore all’instaurazione dell’azione popolare ex art. 70 del D.Lgs. 267/2000, non importa se tardiva o meno rispetto al termine di dieci giorni decorrente dalla data in cui si è concretizzata la stessa incompatibilità (Cass. civ., sez. I, 10/07/2004, n. 12809). Nel caso concreto, costituisce circostanza pacifica che il M. abbia esercitato l’opzione per la carica di Consigliere Regionale nel luglio 2013, ossia in epoca anteriore al deposito del presente ricorso, con il conseguente e automatico venire meno della sua carica di Sindaco, posto che le sue dimissioni possono essere ritenute implicite nell’opzione stessa, con la conseguenza che può essere reputata come rimossa la causa di incompatibilità che avrebbe giustificato, in astratto, l’instaurazione dell’azione popolare.

Consiglio di Stato, Sez. V, 25/7/2013 n. 3964

VALUTAZIONE OFFERTE ANOMALE – APPALTI
La regola posta dal disciplinare di gara per la valutazione delle offerte anomale deve essere letta complessivamente alla luce dei principi che governano la materia, così come posti dal Codice dei Contratti Pubblici.
L’art. 1363 Cod. Civ., valido anche per l’interpretazione degli atti amministrativi, prevede che le singole disposizioni di un provvedimento debbano essere interpretate le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che deriva dal complesso dell’intero provvedimento; a ciò va aggiunto il principio di conservazione degli atti giuridici, ex art. 1367, ai sensi del quale le disposizioni devono essere interpretate rinvenendone un effetto, e l’art. 1369, vale a dire che le singole disposizioni devono essere intese in senso più appropriato alla natura dell’articolato.
Pertanto, nel caso di specie, non si può prescindere dalla regola primaria posta dal disciplinare di gara, cioè che la valutazione della congruità o della non congruità delle offerte deve essere svolta sulla base delle relative norme di legge, a partire dall’art. 86 e ss. del D. Lgs 163/2006.

DEI PRINCIPI DI DIRITTO DELL’AMBIENTE

Prefazione di Pasquale de Lise – Presidente del Consiglio di Stato
di Leonardo Salvemini – Edizione Unicopli – 2012

Il libro si prDei principi di diritto dell'ambienteopone di rafforzare l’autonomia scientifica del diritto dell’ambiente e, quindi, di analizzare e riordinare le fonti normative.
L’analisi parte da aspetti meramente storici per poi percorrere tutti i più importanti momenti internazionali che hanno rafforzato l’indipendenza del diritto dell’ambiente rispetto alle altre discipline giuridiche.
Il raccordo comunitario e la Riforma del Titolo V hanno poi stabilizzato tale ricerca, in un contesto di grande sensibilità sociale intorno alle problematiche ambientali.
L’apporto giurisprudenziale ha rappresentato una fondamentale risorsa cui attingere per confermare la forza del diritto dell’ambiente e l’importanza che esso ha assunto nel quadro degli ordinamenti regionale, nazionale, comunitario e internazionale.

CODICE DELL’AMBIENTE

A cura di Vittorio Italia – Giuffrè – 2008
Commento di Leonardo Salvemini agli articoli 208-213 e 230-232.

COMMENTO AL D.LGS. 3 APRILE 2006, N. 152 AGGIORNATO ALLA LEGGE 6 GIUGNO 2008, N. 101
L’opera contiene il commento, articolo per articolo, del Codice dell’Ambiente, svolto da docenti universitari, avvocati, funzionari pubblici e da esperti qualificati. Essa considera tutti i principali problemi interpretativi e applicativi del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, modificato dal D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4 e aggiornato dalla L. 6 giugno 2008, n. 101 e rappresenta perciò uno strumento indispensabile per le pubbliche amministrazioni, gli operatori economici, gli avvocati, i magistrati e per tutti coloro che devono affrontare e risolvere i nuovi e complessi problemi relativi all’ambiente.
In particolare, il Prof. Salvemini ha analizzato il tema delle autorizzazioni in tema di smaltimento e recupero dei rifiuti, degli impianti di ricerca e sperimentazione e il rinnovo delle autorizzazioni alle imprese in possesso di certificazione ambientale, nonché, la tematiche dei rifiuti da attività di manutenzione delle infrastrutture, dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui di carico.

ENCICLOPEDIA DEGLI ENTI LOCALI

A cura di Vittorio Italia – Giuffrè – 2009
Contributo di Leonardo Salvemini ai capitoli 9 e 16.

Volume IV – Ambiente – Inquinamento – Responsabilità. L’Enciclopedia degli Enti locali offre un panorama completo dei principali problemi giuridici relativi a questi Enti, che sono le radici storiche e politiche della vita amministrativa italiana. A tal fine, raccoglie gli argomenti essenziali, raccordando in un’ampia tessitura organica i fili dei principali problemi pratici. La materia è quindi esaminata secondo i tradizionali canoni interpretativi e tenendo conto delle più recenti e innovative posizioni. In particolare il contributo del Prof. Salvemini ha riguardato l’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali e la gestione di particolari categorie di rifiuti.

COMMENTARIO BREVE ALLE LEGGI IN MATERIA DI URBANISTICA ED EDILIZIA

A cura di Ferrari Franco Giuseppe, Ferrara Rosario – Collana Cian Trabucchi – Cedam - 2010
Commento di Leonardo Salvemini agli articoli 16-21 del T. U. in materia edilizia.

L’Opera tratta tutte le principali fonti normative in materia di edilizia e urbanistica, commentate in modo sistematico da esperti della materia, con il completamento utile delle leggi regionali e incursioni nella giurisprudenza di merito più recente. In particolare, il contributo del Prof. Salvemini affronta temi inerenti il contributo di costruzione, commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione, e il procedimento per il rilascio del permesso di costruire.